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Fra i molti vitigni coltivati in Toscana quello più impiantato è il Sangiovese, presente con le sue uve in tutte le DOC della regione.

Tra i vini rossi, il Chianti si produce in otto zone che coprono un vasto territorio della Toscana centrale, mentre il Brunello di Montalcino nasce in un territorio molto limitato. Dalle uve Sangiovese Grosso si ottiene un vino dalla struttura e dal corpo unici, caratterizzato da lunghissimi invecchiamenti, che sviluppa con il tempo profumi e sapori di eccezionale qualità.

Il vino Nobile di Montepulciano ottenuto da una varietà di sangiovese detta Prugnolo gentile è stato definito secoli fa “il re dei vini”: già nel 1716, il granduca De’ Medici ne delimitò la zona di produzione offrendo così al mondo il primo esempio di origine controllata.

Fino a poco tempo fa i vini bianchi toscani non godevano di grande prestigio, soprattutto a livello internazionale, probabilmente perché la maggior parte venivano realizzati con vitigni considerati di bassa qualità, come ad esempio la Malvasia ed il Trebbiano.
Oggi le cose stanno cambiando: La Vernaccia di San Gimignano ha goduto di una rinascita che ha portato alla sua promozione come primo vino bianco DOCG della regione.